• Dr. Matteo Mazzetti

Ortodonzia Analogica vs. Digitale


Negli ultimi anni si sono avute vere e proprie rivoluzioni digitali nel mondo dell'odontoiatria, ma sono sempre positive? quando queste tecnologie possono dare veramente un valore aggiunto alla nostra pratica clinica? Vediamo nel campo dell'ortodonzia a che punto siamo.

Si sente parlare moltissimo delle cosiddette "mascherine invisibili" mediante il quale e' possibile eseguire un trattamento ortodontico estetico senza dover montare i classici breket frontali sicuramente meno estetici, ma non tutte queste mascherine sono uguali e non tutte funzionano altrettanto bene. Cambiano i materiali con le quali sono state costruite, cambiano le filiere produttive, ma soprattutto tutte quante si basano su di una scansione digitale intraorale dalla quale e' possibile, mediante software specifici, progettare lo spostamento dei denti virtualmente fino alla posizione finale desiderata (e vedere il caso in 3D su di un monitor non e' assolutamente come visionarlo direttamente sul paziente). A questo punto, il software non fa altro che calcolare quante "mascherine" sono necessarie per arrivare dalla situazione iniziale alla situazione finale (ogni mascherina avra' uno spostamento minimo progressivo fino alla situazione finale), e ad ogni singolo spostamento virtuale, verra' realizzato mediante stampanti 3D un modello reale in resina sul quale viene poi termostampata la mascherina. Quindi si puo' dire che ogni singolo spostamento e' il risultato di un calcolo che esegue virtualmente il software e non frutto di trazioni fisiche gestite direttamente dal professionista.

La qualita' del risultato sara' strettamente dipendente non solo dal tipo di materiale usato per le mascherine (che come gia' detto prima ogni azienda produttrice utilizza un suo prodotto specifico), ma anche dall'annullamento dell'errore nella stampa dei modelli 3D che se trascinato dall'inizio alla fine del trattamento puo' trasformarsi in un risultato finale differente da quello progettato (come spesso accade soprattutto nei casi piu' complessi o che richiedono un determinato tipo di movimento che la mascherina non e' in grado di gestire al meglio).

Di seguito nel filmato si puo' vedere un caso progettato virtualmente con questa tecnica:

Per tutti i motivi sopraelencati, questa particolare tecnica ortodontica, non e' lo "standard" da proporre ai pazienti in virtu' di una ricerca esasperata dell'estetica anche durante l'esecuzione di un piano di cura, ma e' da riservarsi a quella categoria di pazienti o che hanno gia' in passato eseguito trattamenti ortodontici tradizionali, ma che necessitano ad oggi di ulteriori correzioni e non hanno intenzione di ripetere l'esperienza passata; o a quella categoria di pazienti che per via della semplicita' del trattamento possono anche essere presi in considerazione con una metodologia "full digital" come questa descritta; o comunque tutti quei pazienti che non hanno intenzione di eseguire un trattamento ortodontico analogico e quindi si devono "accontentare" (se mi passate il termine) di un'ortodonzia digitale.

Naturalmente essendoci in ballo le ultime tecnologie piu' moderne, come le impronte ottiche o le stampanti 3D (anche se in altri settori sono usate gia' da diversi anni), i costi di tali sistemi sono nettamente piu' elevanti di quelli usati nell'ortodonzia tradizionale. Se consideriamo che nonostante si faccia o si comprenda uno o due trattamenti correttivi successivi al trattamento iniziale mediante mascherine, a mio avviso il paziente deve riflettere molto bene prima di iniziare tale procedura (ogni trattamento correttivo successivo usa mediamente la meta' delle mascherine del trattamento precedente). Diventa quindi fondamentale saper cosa vuole ottenere il paziente e che tipo di spostamenti sono necessari per poter cosi indirizzarsi su di una tecnica piuttosto che un'altra.

Movimenti estrusivi degli elementi dentali, o Torque radicolari, ad esempio sono molto difficili da ottenere e se si ottengono saranno sicuramente inferiori a quelli progettati, quindi in questi casi una ortodonzia tradizionale anche se meno estetica basata su brekets a bassa frizione, e trazioni elastiche intraorali, se necessarie, avranno maggior predicibilita' del risultato, una riduzione dei tempi ed una riduzione dei costi complessivi rispetto allo stesso caso gestito mediante mascherine.

Concludendo una tecnologia digitale per poter esser presa in considerazione, qualunque essa sia, deve rispettare queste semplici regole di base: deve esser maggiormente predicibile della stessa tecnica analogia; deve esser naturalmente piu' economica dell'alternativa analogica; e deve poter ridurre i tempi del medesimo piano di trattamento analogico. Se cosi' non e', allora va attentamente valutata prima del suo utilizzo e riservata in una minoranza di casi ben specifici che per qualsiasi motivazione clinica, si e' preferito optare per una metodica digitale invece che analogica.

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