• Dr. Matteo Mazzetti

Ortodonzia Analogica vs. Digitale

Aggiornamento: 18 nov


Negli ultimi anni si sono avute vere e proprie rivoluzioni digitali nel mondo dell'odontoiatria, ma sono sempre positive? quando queste tecnologie possono dare veramente un valore aggiunto alla nostra pratica clinica? Vediamo nel campo dell'ortodonzia a che punto siamo.

Si sente parlare moltissimo delle cosiddette "mascherine invisibili" mediante il quale e' possibile eseguire un trattamento ortodontico estetico senza dover montare i classici breket frontali sicuramente meno estetici, ma non tutte queste mascherine sono uguali e non tutte funzionano altrettanto bene. Cambiano i materiali con le quali sono state costruite, cambiano le filiere produttive, ma soprattutto tutte quante si basano su di una scansione digitale intraorale dalla quale e' possibile, mediante software specifici, progettare lo spostamento dei denti virtualmente fino alla posizione finale desiderata (e vedere il caso in 3D su di un monitor non e' assolutamente come visionarlo direttamente sul paziente). A questo punto, il software non fa altro che calcolare quante "mascherine" sono necessarie per arrivare dalla situazione iniziale alla situazione finale (ogni mascherina avra' uno spostamento minimo progressivo fino alla situazione finale), e ad ogni singolo spostamento virtuale, verra' realizzato mediante stampanti 3D un modello reale in resina sul quale viene poi termostampata la mascherina. Quindi si puo' dire che ogni singolo spostamento e' il risultato di un calcolo che esegue virtualmente il software e non frutto di trazioni fisiche gestite direttamente dal professionista.

La qualita' del risultato sara' strettamente dipendente non solo dal tipo di materiale usato per le mascherine (che come gia' detto prima ogni azienda produttrice utilizza un suo prodotto specifico), ma anche dall'annullamento dell'errore nella stampa dei modelli 3D che se trascinato dall'inizio alla fine del trattamento puo' trasformarsi in un risultato finale differente da quello progettato (come spesso accade, soprattutto nei casi piu' complessi o che richiedono un determinato tipo di movimento che la mascherina non e' in grado di gestire al meglio).

Di seguito nel filmato si puo' vedere un caso progettato virtualmente con questa tecnica:

Per tutti i motivi sopraelencati, questa particolare tecnica ortodontica, non e' lo "standard terapeutico" da proporre ai pazienti in virtu' di una ricerca esasperata dell'estetica e del confort, ma e' da riservarsi a quella categoria di pazienti o che hanno gia' in passato eseguito trattamenti ortodontici tradizionali, ma che necessitano ad oggi di ulteriori correzioni e non hanno intenzione di ripetere l'esperienza passata con gli apparecchi tradizionali; o a quella categoria di pazienti che per via della semplicita' del trattamento possono anche essere presi in considerazione con una metodologia "full digital" come questa descritta; o comunque tutti quei pazienti che non hanno intenzione di eseguire un trattamento ortodontico tradizionale con il classico apparecchio "metallico" (prevalentemente per questioni legate all'estetica ed al lavoro quotidiano). In questi casi una metodologia con allineatori trasparenti puo' essere la soluzione migliore, a patto pero' che tale tecnica venga gestita direttamente dal professionista in ogni sua fase senza l'interposizione di terzi collegati virtualmente al professionista.


A tal proposito i migliori risultati si ottengono realizzando la "correzione" del trattamento, in corso d'opera: il limite di questa tecnica sta nel fatto che il paziente, puo' in ogni istante rimuovere l'allineatore e calare il numero di ore giornaliere di trazioni ortodontiche. Se al termine delle 2-3 settimane di trazione con una coppia di allineatori, non si viene raggiunta la posizione finale prefissata, allora ci si trascinera' un "errore" fino al termine del trattamento. Piu' allineatori richiede il caso, maggiore sarà' l'entità dell'errore che si porta fino al termine della terapia, rendendo quindi necessaria al termine del primo ciclo di mascherine, ulteriori allineatori a correzione del trattamento eseguito. Tutto cio' puo' essere evitato se il clinico e' in grado di eseguire tale correzione in corso d'opera, e quindi al termine di ogni coppia di allineatore, il clinico potrà' fabbricare direttamente in studio all'istante in pochi minuti una nuova coppia dei medesimi allineatori, per ripetere il ciclo appena eseguito e correggere cosi' l'errore durante il trattamento. Questa politica pero' e' possibile solamente se il clinico e' libero da partnership con aziende multinazionali, e si avvale (come viene fatto oramai da tempi immemori) del proprio laboratorio locale di fiducia e della propria professionalita'.


L'ODONTOIATRA E' LA FIGURA CHE DEVE PROGETTARE, REALIZZARE E SEGUIRE PASSO PER PASSO

OGNI SINGOLO CASO ADATTANDOSI ALLA SITUAZIONE E ALLA SUA EVOLUZIONE

I movimenti estrusivi degli elementi dentali, o Torque radicolari, sono gli spostamenti piu' complessi da ottenere con una metodica digitale e spesso se si ottengono saranno sicuramente inferiori a quelli progettati proprio perche' il paziente tali movimenti sono strettamente dipendenti dal paziente: capita per esempio che esca la sera a cena senza portare gli allineatori, o si dimentichi una mattina andando a lavorare di portarli, di conseguenza tali dimenticanze dovranno esser compensate in corso di trattamento adattandosi alla situazione da paziente a paziente, In alcuni casi, se tali dimenticanze dovessero diventare una routine, allora sarebbe maggiormente indicata una ortodonzia tradizionale anche se meno estetica basata su brekets a bassa frizione, e trazioni elastiche intraorali, se necessarie, portando al paziente maggior predicibilita' nel risultato, una riduzione dei tempi ed una riduzione dei costi complessivi rispetto allo stesso caso gestito mediante mascherine.

Concludendo una tecnologia digitale per poter esser presa in considerazione, qualunque essa sia, dovrebbe rispettare queste semplici regole di base: predicibile almeno quanto la stessa tecnica analogia; economicamente sovrapponibile o se non addirittura piu' economica dell'alternativa analogica; e deve poter ridurre i tempi del medesimo piano di trattamento analogico. Se cosi' non e', allora va attentamente valutata prima del suo utilizzo e riservata in una minoranza di casi ben specifici che per qualsiasi motivazione clinica, si e' preferito optare per una metodica digitale invece che analogica.

Nella nostra pratica quotidiana siamo in grado di gestire ogni piano terapeutico sia con metodiche tradizionali analogiche, sia con metodiche piu' moderne digitali, ma in ogni caso, gli allineatori eseguiti verranno stampati e realizzati direttamente nella nostra struttura, con una correzione istantanea durante il piano di trattamento, rendendo maggiormente predicibili tali tecniche, ma soprattutto affidandoci alla professionalita' ed all'esperienza del clinico e dei suoi collaboratori senza alcuna influenza o interposizione di aziende multinazionali esterne.

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