• Dr. Matteo Mazzetti

Un po' di storia del CAD CAM...

Aggiornato il: mar 10


Il CAD CAM (CAD: Computer Aied Design, CAM: Computer Aied Manifacturing) ha letteralmente invaso la nostra vita professionale da poco piu' di un decennio ... portando sicuramente innovazione nelle fasi di lavorazione, ma soprattutto introducendo l'utilizzzo di nuovi materiali nei dispositivi protesici individuali realizzati nei nostri studi in collaborazione con i laboratori odontotecnici. Ma cos'e' questo sistema? CAD sta per "disegno e progettazione virtuale", ovvero tutto cio' che prima veniva fatto con la cera e la modellatura di essa, ora viene fatto scannerizzando i modelli sviluppati (o le impronte ed in un presente/futuro direttamente i denti all'interno del cavo orale del paziente per mezzo di telecamere intraorali) e successivamente, ottenuto il modello virtuale sul softwrare, e' possibile modellare virtualmente il dente con una precisione maggiore, per poi inviare tale "file" ai centri fresaggio per la fase CAM, ovvero la realizzazione del modello virtuale per mezzo di bracci robotici a piu assi che fresano dal "pieno" sulla base delle informazioni contenute nel modello cad inviato.

Nel video successivo potete vedere le fasi CAM della lavorazione:

Se nel mondo della protesi su impianti, i vantaggi sono stati immediati per via delle componentistiche standard e dell'elevata precisione richiesta da tali componentistiche, nel mondo della protesi su denti naturali il cambiamento e' avvenuto (e sta ancora avvenendo) in maniera piu graduale.

Gli impianti dentali, per aumentare la loro sopravvivenza nel tempo, necessitano di alta precisione dei dispositivi, ed assenza di "tensioni" fra gli elementi dentali, due aspetti che l'avvento del CAD CAM ha saputo garantire; la fusione a cera persa e' stata sostituita con la lavorazione CAD e successiva produzione CAM, le saldature per annullare le tensioni sono state quasi del tutto azzerate ed in rari casi sostituite con le nuove tecnologie Laser, ma soprattutto e' stato cosi possibile introdurre nuovi materiali che prima non potevano essere utilizzati con la fusione a cera persa: il titanio e la zirconia.

Il primo dei due materiali, sicuramente piu' leggero e maggiormente biocompatibile, ma "grigio", e l'ossido di zirconio, metallo bianco, leggero, estremamente biocompatibile, durissimo, e soprattutto "bianco e traslucente". Queste sue caratteristiche hanno potuto conferire maggior estetica alle lavorazioni CAD CAM proprio per via delle qualita' di traslucenza che lo zirconio conferiva. Ha comunque dei limiti per via della sua estrema durezza, ma soprattutto per via del fatto che questo metallo non e' possibile saldarlo (almeno con le attuali tecnologie), per cui la sua applicazione normalmente viene limitata in determinati casi specifici.

Con i denti naturali, questi cambiamenti sono stati molto piu lenti, perche' il titanio comunque e' un metallo difficile da lavorare quando si tratta di "ceramizzare" gli elementi dentali, per via delle sue caratteristiche: al superare di determinate temperature infatti, cambia di stato e rilascia dei "gas" che possono portare alla formazione di bolle nelle faccette in ceramica, se non addirittura alla frattura della stessa; per cui su denti naturali si e' sempre continuato ad usare la fusione a cera persa e le leghe nobili ad alto contenuto di oro (che ancora oggi su determinate lavorazioni risultano essere la tecnica d'eccellenza e la prima scelta da farsi). La zirconia invece, si e' subito ritagliata una sua "nicchia" anche sugli elementi naturali, proprio per via delle sue caratteristiche di elevata traslucenza, questo materiale viene tutt'oggi utilizzato laddove si vogliono raggiungere risultati più naturali rispetto alla fusione delle leghe nobili, che rimangono comuque metalli non traslucenti.

La ricerca e' comunque proseguita, e le richieste di produzioni meno costose e metalli meno preziosi hanno portato dapprima all'introduzione del Cromo-Cobalto lavorato in CAD CAM (volgarmente chiamato Acciaio), con tutti i limiti che questo materiale presenta; ma soprattutto si sono ricercate lavorazioni "monolitiche" ovvero materiali che permettessero la realizzazione di corone in un unico blocco di materiale traslucente, poi successivamente "colorato" secondo le caratteristiche individuali di ogni singolo caso.

Sono arrivati quindi i materiali ceramici (disilicato di litio), che pero' proprio perche sono "ceramici", richiedono preparazioni degli elementi dentali molto piu invasive, e spessori dello stesso materiale superiori; l'ossido di zirconio monolico invece, non ha di questi problemi, può essere lavorato a spessori anche di 0,4 mm permettendo quindi preparazioni degli elementi dentali molto piu conservative ed al tempo stesso una estetica elevata.

Rimangono ancora ad oggi dei limiti nella lavorazione di questo materiale monolitico, come per esempio il numero dei denti nella realizzazione dei ponti e' limitato, altrimenti c'e' un elevato rischio di "frattura" del manufatto stesso; oppure limiti nella colorazione stessa del manufatto, piu' il colore e' scuro e policromatico, piu' sara' difficile la sua riproduzione mediante "colorazione e pittura", ma sicuramente col tempo la ricerca e le tecnologie sapranno superare anche questi limiti offrendo nuovi prodotti e nuove soluzioni in funzione delle caratteristiche del caso da riabilitare.

Di seguito un esempio di un "ponte in zirconio monolitico" ed una "corona singola" sempre in zirconio monolitico.

Per maggiori informazioni sulle tecniche son sempre disponibile presso il mio Studio.

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