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Flussi Digitali in Odontoiatria

Immagine del redattore: Dr. Matteo Mazzetti
Dr. Matteo Mazzetti
23 ott
Tempo di lettura: 3 min
Flussi Digitali


FLUSSI DI LAVORO RAGIONEVOLI:


Sono oramai decenni che tecnologie digitali e cad cam, sono state introdotte nel nostro settore (dal 1983 con la presentazione del sistema procera), con le quali e' anche possibile realizzare progettazioni diagnostiche avanzate per mezzo di software 3d (dal 2003 con la presentazione del nobel guide). Oggi pero', possiamo finalmente affermare di aver un ecosistema completo, che parte dall'acquisizione del dato clinico, per mezzo di scanner intraorali, cbct ed altri sistemi "hardware"; prosegue poi con l'elaborazione del dato acquisito per mezzo di software di cad design e di surgical planning (che lavorano insieme); e si completano con lo sviluppo del dato elaborato per mezzo di sistemi produttivi aditivi (stampanti 3d) o sottrattivi (fresatori).


Non ha alcun senso parlare di "flussi digitali" se non vengono analizzati nel loro insieme, come non ha alcun senso perder tempo con stampanti 3d o fresatori, se non si adottano anche software di cad design, col quale elaborare i nostri progetti: il cad design quindi, e' il cuore pulsante di tutto il flusso digitale (che sia parzialmente digitale o completamente digitale non cambia, visto che si possono comunque digitalizzare anche le impronte sviluppate in gesso e che per alcune procedure rimangono ancora il gold standard).

Bisogna quindi fermarsi ed accettare di tornare a studiare come utilizzare questi software perche' l'elaborazione del dato clinico e' un atto tipico di natura diagnostica, e come tale, e' e rimane di competenza dell'Odontoiatra (e di nessun altro); unica figura che ha le competenze tecnico scientifiche per gestire al meglio l'analisi di questi dati, per raggiungere una diagnosi più' predicibile, il tutto a vantaggio dei nostri pazienti.


Sono sistemi e flussi che se adottati nelle dovute maniere, permettono protocolli ragionevoli, semplici, ed adottabili da ogni tipologia di struttura sanitaria presente nel nostro paese: che siano studi mono professionali, dove forse e' anche più' semplice introdurre tali tecnologie, fino ad arrivare a realtà più' strutturate e gestite con formule multidisciplinari; ma come ogni cosa, senza la cultura, senza una dovuta preparazione, e spesso senza nemmeno conoscere le potenzialità' di questi software, si rischia di fare "più' danni" che altro.

Per il paziente non si traduce solo in terapie piu' predicibili, ma significa anche realizzare le medesime terapie riducendo i tempi comprimibili (e quindi in meno sedute, e sedute più brevi); senza nulla togliere ai tecnici ed ai fabbricanti terzi col quale collaboriamo da sempre, e proprio perche' queste tecnologie le utilizzano da molto prima di noi nelle loro fasi di fabbricazione, diventa oggi di fondamentale importanza per noi clinici, realizzare progetti diagnostici avanzati per trasmettere ai nostri laboratori tutti i dati di cui necessitano per fabbricare al meglio i vari dispositivi (che da svariati anni sono già' realizzati in digitale); ma soprattutto per trasferire ai nostri laboratori, quelle informazioni che una volta in analogico era quasi impossibile trasferire (se non in maniera empirica).

Sicuramente una mole di dati maggiore richiede anche una riorganizzazione di tutti i nostri protocolli (non una loro modifica, ma una semplice riorganizzazione), in virtù' delle esigenze derivanti dall'evoluzione del mondo dell'odontotecnica.


Con questo pero' non significa che le procedure diagnostiche che oggi sono trasferibili al 100% in digitale, possano esser subappaltate ai fabbricanti terzi, che non hanno ne i titoli per poterle eseguire, ne la preparazione scientifica per poterle analizzare correttamente ed elaborarle (e che diventerebbero addirittura pericolose se' non gestite nel dovuto modo da noi professionisti, mettendo a rischio la salute dei nostri pazienti).

Spetta quindi a noi clinici rimboccarci le maniche (ed al limite avvalerci di nuove figure di colleghi consulenti) e metter dei paletti inviolabili a queste tecnologie, perche' non c'e' e non ci sarà' mai alcuna intelligenza artificiale, in grado di sostituire l'intelletto, l'esperienza, la professionalità e l'analisi del "rischio - beneficio" di una intelligenza umana acculturata e professionale.


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